Veleno delle api, nuova cura per il cancro

Non è fantascienza, ma semplicemente chimica. Una nuova cura per il cancro è disponibile, grazie al veleno prodotto dalle api; è questo infatti il nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’Illinois e presentato durante una conferenza al 248° incontro per le società chimiche americane tenutosi in questi giorni a San Francisco.

Il nome scientifico è la mellitina, e si trova della tossina che iniettano le api durante la puntura; essa provoca dolore, gonfiore, bruciore fino ad arrivare anche lo shock anafilattico per i casi più gravi o per la puntura di più insetti contemporaneamente. Ed è proprio questo componente che riuscirebbe anche a bloccare la riproduzione delle cellule tumorali. Non solo api quindi ma anche altri animali che hanno questo componente nel proprio veleno. Ne sono un esempio i serpenti ma anche gli scorpioni.

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Salviamo le api, cosi loro salveranno noi! una nuova scoperta a portato alla luce, che il veleno delle api potrà salvarci dal cancro.

Cura per il cancro grazie alla mellitina

Il veleno non è da iniettare direttamente, le catene di amminoacidi presenti sono state separate dai composti tossici presenti nel veleno e si è scoperto che essi hanno la capacità di attaccarsi alle cellule cancerose per fermare la crescita e diminuirne in tal modo la diffusione. Questi importanti studi sono già stati condotti con successo durante alcune prove di laboratorio per il trattamento del tumore maligno al seno e il melanoma. Ed essi hanno dato per entrambi risultati incoraggianti.

Per quanto riguarda l’utilizzo negli umani, esso non è da iniettare direttamente nell’organismo umano, né tanto meno sottoporre al paziente a punture e morsi da parte di insetti velenosi. Esso è da somministrare attraverso delle nanoparticelle, ovvero delle particelle talmente piccole da risultare invisibili al nostro sistema immunitario, grazie a queste, si avrebbe la certezza che questi amminoacidi attacchino con estrema efficacia solamente le cellule tumorali nocive.

Mellitina, come funziona?

Durante la sperimentazione di laboratorio, questo team di scienziati ha utilizzato la mellitina sintetica, in quanto le api ne producono una quantità davvero ridotta; ed hanno inoltre condotto anche vari test al computer, che hanno evidenziato come il componente all’interno delle nanoparticelle resisterebbe al flusso sanguigno dell’apparato umano fino a raggiungere il sito dove si annidano le cellule cancerogene, riuscendo in questo modo a bloccarle ed impedirne la diffusione.

Questa sensazionale scoperta, se sperimentata con successo sulle cavie quali topi e maiali e successivamente sugli umani, porterebbe all’avanzamento di una nuova generazione di farmaci antitumorali che fornirebbero un grande giovamento ai malati afflitti da queste patologie, oltre che all’impiego su più larga scala delle nanoparticelle per la guarigione da diverse malattie.

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