Pensioni 2014, riforma per uscita anticipata o prepensionamento?

Pensioni 2014 non ci sono altro che problemi e dopo i vari rinvii, adesso è stata prefissata la data del 28 Luglio per far rientrare in esame la riforma.

Attualmente la gente non ci crede più alle parole dei potenti e pensa ad altri rinvii e ad altre possibili rotture. Proprio in questi giorni durante le dichiarazioni di Padoan, per ciò che sta accadendo all’Italia riguardo alle riforme e alla situazione economica; possiamo dire che le sue parole – sul prepensionamento e l’uscita dal lavoro anticipata – hanno messo uno spiraglio di luce nei cuori della gente. Adesso bisogna solo aspettare e vedere realmente se le cose dette verranno messe in atto. Ciò in cui credono o meglio sperano i cittadini italiani e riavere un’economia più solida, con leggi giuste e riforme funzionanti;

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Pensioni 2014 – la riforma sarà uguale per tutti o solo per le donne?

La riforma pensioni 2014 per le donne è proprio quella di estendere il raggio d’azione su tutte le donne italiane; permettendo loro di uscire dal mondo del lavoro anticipatamente, ma ricevendo però un assegno per la pensione minore rispetto al precedente. La pensione quindi sarà ridotta di circa il 30%; questo perché non verrà più calcolata mediante retribuzione, ma per mezzo di un sistema contributivo.

La riforma delle pensioni anticipate, avrà uguale importanza per gli uomini, per i lavoratori privati e anche per i lavoratori statali; consentendo quindi ai cittadini che risultano dipendenti di andare in pensione all’età di 57 anni e ai lavoratori autonomi di andare in pensione al compimento del 58esimo anno di età.

Pensioni 2014 – cos’è il prepensionamento?

Il prepensionamento consiste nell’uscita anticipata del lavoro, prima che sia arrivata l’età della pensione; questo mediante forme sociali e strumenti appositi che permettano al cittadino di mettere a termine il proprio percorso retributivo e richiedere la pensione. Come ben sappiamo il prepensionamento cambia in base alla legislazione nazionale.

Dal punto di vista funzionale, possiamo credere che la riforma più adatta sia quella relativa la sistema contributivo; visto che offre un’uscita dal lavoro anticipata più semplice e flessibile rispetto ad altre forme indicate. Comunque sia, il prestito pensionistico non è stato scartato, (attivo per coloro che lavorano part-time e hanno pochi anni per raggiungere l’età pensionistica) anche se quest’ultimo per essere accettato dovrebbe richiedere obbligatoriamente la cancellazione della legge Fornero (cosa al quanto impossibile, visto ciò che è accaduto ultimamente).

Quando e se, sarà attiva la riforma delle pensioni 2014?

Questa riforma pensioni 2014, sempre se decidano di attivarla, (visto considerato che è sì una riforma di pensione anticipata, ma con un’altrettanta pesante penalizzazione) potrà essere visibile durante la prossima legge di stabilità; cosi da concordare e nuovamente analizzare le varie riforme in corso.

Bisognerebbe dare la parola ai cittadini e capire cosa sarebbe meglio per loro, o forse come dicono i potenti, questo peso economico sarebbe più facile da sostenere così facendo? Oppure tutto questo è meglio solo per lo stato?

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