Aereo precipita in mare negli Usa. Ipotesi ipossia per pilota e passeggeri.

E’ l’ipossia, ovvero la mancanza di ossigeno, l’ipotesi ad oggi più realistica sulla caduta di un aereo che era partito da New York e diretto in Florida, e poi precipitato in mare a causa della mancanza di carburante.

Dalle prime ipotesi, un piccolo aereo privato con a bordo un imprenditore e sua moglie, entrambi piloti provetti, era da poco decollato da New York e diretto a Naples, in Florida. Dopo poco più di due ore di volo però i piloti hanno smesso di rispondere alle segnalazioni radio, facendo così partire i primi caccia F-15 che in volo si sono avvicinati al velivolo e sono riusciti così a segnalare lo svenimento di entrambi i piloti per possibile ipossia. Il velivolo, con pilota automatico inserito, ha proseguito il suo volo in linea retta.

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Aereo precipita in mare durante il controllo:

Entrato successivamente nello spazio aereo sotto giurisdizione cubana, i due F-15 hanno quindi ceduto il posto ad un altro caccia cubano che ha continuato il suo turno di sorveglianza; finché l’aereo, esaurito il carburante, è poi precipitato in mare a circa 22 chilometri a nord di Port Antonio, lungo le coste della Giamaica.

Sul luogo dell’impatto sono poi intervenuti vari aerei cubani per verificare le dinamiche esatte dell’incidente e varare tutte le ipotesi possibili.

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